La Commissione europea ha approvato lo scorso 30 marzo il massiccio programma di aiuti di Stato presentato dall’Italia per incentivare la produzione di idrogeno rinnovabile. Il piano, dal valore complessivo di 6 miliardi di euro, mira a sostenere la transizione energetica nei settori più energivori della nazione, con particolare attenzione all’industria pesante e al comparto dei trasporti.
Il programma, che resterà operativo fino al 31 dicembre 2029, punta a una capacità produttiva annua di 200.000 tonnellate di idrogeno a basse emissioni. La misura non si limita alla sola elettrolisi alimentata da fonti rinnovabili, ma include anche l’idrogeno ottenuto tramite processi biogenici (biologici e termochimici), in linea con gli obiettivi del Clean Industrial Deal dell’Unione Europea.
Il meccanismo dei “Contratti per Differenza”
Per garantire l’efficienza economica dell’intervento, l’Italia adotterà il modello dei contratti per differenza (CfD) bilaterali. L’assegnazione dei fondi avverrà tramite gare d’appalto competitive basate sul prezzo.
Il funzionamento del meccanismo prevede una gestione dinamica dei flussi finanziari:
- Sostegno pubblico: Se il prezzo di mercato dei combustibili fossili sostituiti scenderà al di sotto del prezzo fissato in sede d’asta, lo Stato erogherà ai produttori la differenza per coprire i costi.
- Restituzione delle eccedenze: Qualora il prezzo di mercato dovesse superare la soglia fissata, i beneficiari saranno tenuti a versare la differenza allo Stato, evitando così profitti extra ingiustificati.
La valutazione della Commissione
Bruxelles ha ritenuto il piano conforme alle norme UE sugli aiuti di Stato, sottolineandone il forte effetto incentivante. Secondo l’analisi comunitaria, la produzione di idrogeno verde in Italia non avrebbe potuto svilupparsi con la stessa velocità senza il sostegno pubblico. La Commissione ha inoltre evidenziato come gli effetti positivi sulla decarbonizzazione e sulla tutela dell’ambiente superino ampiamente le eventuali distorsioni della concorrenza nel mercato unico.
“L’aiuto è proporzionato e necessario per agevolare la produzione di idrogeno rinnovabile e raggiungere gli obiettivi climatici europei,” si legge nella nota di Teresa Ribera, Vicepresidente esecutiva per una transizione pulita, giusta e competitiva.
L’iniziativa si inserisce nel quadro della Strategia UE sull’idrogeno del 2020 e rappresenta un tassello fondamentale per l’indipendenza energetica e la riduzione delle emissioni di CO2 nei settori industriali ad alta intensità carbonica.

