A Roma circolano 8.436 taxi, pari a 30,6 ogni 10.000 abitanti, un numero nettamente inferiore rispetto a Madrid (87), Parigi (79) o Barcellona (63). La densità è di 6,6 taxi per km², contro i 26,7 di Milano e i 169,6 di Parigi. Numeri che confermano un’offerta sottodimensionata rispetto alla domanda, in una città estesa e con un trasporto pubblico di linea che non sempre riesce a rispondere alle esigenze quotidiane degli utenti.
Sono alcuni dei risultati dello studio “Il trasporto pubblico non di linea”, realizzato dalla Fondazione Filippo Caracciolo, Centro Studi della Federazione ACI, e presentato oggi presso la sede dell’Automobile Club Roma, alla presenza di Giuseppina Fusco, Presidente AC Roma e Fondazione Caracciolo ed Eugenio Patanè, Assessore alla Mobilità di Roma Capitale.
L’INDAGINE SULLA PERCEZIONE DELLA QUALITÀ DEL SERVIZIO PRESSO I SOCI ACI
L’indagine condotta nel 2024 su 1.567 soci ACI restituisce un quadro realistico del trasporto pubblico non di linea nella Capitale, in cui gli utenti riconoscono elementi di qualità ma evidenziano anche difficoltà strutturali che incidono sulla percezione del servizio.
Aspetti positivi
Il taxi si conferma un servizio essenziale e affidabile per la mobilità cittadina, apprezzato per la cortesia dei conducenti (44,5%), la conoscenza dei percorsi (45%) e la pulizia dei veicoli (36%).
La qualità della flotta è giudicata buona, con una quota crescente di mezzi ibridi e una percentuale elevata di veicoli di recente immatricolazione, a beneficio della sostenibilità ambientale. Nel complesso, i cittadini riconoscono al servizio un ruolo centrale nei collegamenti con stazioni, aeroporti e aree periferiche, dove il trasporto pubblico di linea è meno capillare.
Criticità principali
Il tema più sentito riguarda la disponibilità dei mezzi e i tempi di attesa: il 58,4% dei residenti e l’85% dei non residenti li considerano insufficienti, e oltre il 47% dei romani e il 63,6% dei turisti dichiara di aver atteso più del previsto. Seguono le difficoltà nei pagamenti elettronici, indicate dal 32% dei romani e dal 57% dei non residenti, che segnalano ancora disomogeneità nell’accettazione delle carte di credito. Infine, il rifiuto delle corse brevi, pur non essendo il problema principale, è riportato dal 16,5% dei residenti e dal 21,1% dei non residenti come un comportamento che mina la percezione di equità e disponibilità del servizio.
Il giudizio complessivo dei romani appare polarizzato: il 30,5% assegna il punteggio massimo (5/5), mentre il 29,5% esprime valutazioni basse (1-2/5), segno di un servizio che divide tra soddisfatti e delusi. Tra i non residenti, invece, prevale una percezione più critica: oltre la metà (54%) valuta l’esperienza come insufficiente.
Nel confronto con gli NCC (noleggio con conducente) emerge una segmentazione della domanda: i residenti tendono a preferire il taxi, percepito come più accessibile, mentre i turisti scelgono più spesso l’NCC per qualità del servizio, trasparenza del costo e puntualità.
Le piattaforme digitali di prenotazione contribuiscono a rafforzare questa percezione, soprattutto tra i visitatori stranieri e gli utenti occasionali.
VERSO UN MODELLO PIÙ INNOVATIVO
Lo studio evidenzia come l’attuale impianto normativo – definito dalla Legge n. 21/1992 – sia nato in un contesto profondamente diverso dall’attuale e oggi faccia più fatica a tenere il passo con modalità di fruizione della mobilità sempre più digitali, integrate e orientate al servizio. Le piattaforme tecnologiche hanno contribuito a ridefinire la relazione tra domanda e offerta, introducendo livelli di tracciabilità, trasparenza tariffaria e sicurezza che molti utenti considerano ormai parte integrante di un’esperienza di mobilità efficiente.
Secondo la Fondazione Caracciolo, si apre dunque l’opportunità di avviare un percorso di aggiornamento del settore che, in un’ottica graduale e condivisa:
- tenga conto dei nuovi modelli di mobilità;
- promuova una maggiore digitalizzazione del servizio e assicuri l’accettazione dei pagamenti elettronici;
- rafforzi i controlli, a tutela della qualità e della sicurezza.
Una modernizzazione che – sottolinea lo studio – dovrebbe procedere senza penalizzare gli operatori, ma accompagnandoli nella transizione verso un modello di servizio più innovativo e sostenibile, in linea con la visione europea di “smart mobility”.
“La ricerca – ha dichiarato Giuseppina Fusco, Presidente dell’Automobile Club Roma e della Fondazione Filippo Caracciolo – offre la fotografia di un servizio essenziale per la città, che mostra elementi di qualità ma anche margini di miglioramento. Roma vive una fase di trasformazione della mobilità: servono regole più moderne, strumenti digitali più diffusi e un’offerta adeguata alla dimensione della Capitale. Solo così taxi e NCC potranno continuare a svolgere appieno la loro funzione pubblica, a beneficio dei cittadini e dei turisti.”
“I dati dello studio sono molto interessanti e confermano che il servizio di trasporto pubblico non di linea è considerato essenziale da cittadini e turisti – ha dichiarato Eugenio Patanè – Assessore alla Mobilità di Roma Capitale. Per questo motivo la nostra amministrazione ha voluto dare un nuovo impulso al servizio con l’obiettivo di aumentarne qualità e quantità. Di qui l’introduzione di 1000 nuove licenze che, unite alle circa 600 doppie guide, hanno incrementato l’offerta del 20% riducendo sensibilmente le attese. Mi preme infine sottolineare che sono aumentate di sei volte le vetture adibite al trasporto di persone con disabilità: da 40 alle attuali 240, grazie al fatto di aver inserito nel bando la possibilità di ottenere questo tipo di licenze”.
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Eleonora Lavoratore


